You are here: Home > I nostri Progetti > HIS (Hospital Informative System) > Percorso di cura
Document Actions

percorso di cura diagnostico terapeutico per patologia contatto

I percorsi di cura o linee guida diagnostici terapeutici sono strumenti di valutazione del grado PDCePRDC.jpgd’appropriatezza delle prestazioni e attività sanitarie che, combinate tra loro, costituiscono l’iter di cura del paziente. Sono il perno su cui ruotano gli interventi trasversali delle diverse specialità cliniche e professionali, nella quotidiana operatività, il concetto dei protocolli di cura, modello organizzativo assicura tempestivamente al cittadino in forme coordinate, integrate e programmate l'accesso informato e la fruizione appropriata e condivisa dei servizi sanitari, in relazione agli accertati bisogni in accordo con quanto stabilito dalla DPCM 29/11/2001 sui Livelli Essenziali di Assistenza
I percorsi diagnostico terapeutici si propongono come strumento operativo del governo clinico, nel rispetto della centralità del paziente e della sua patologia. In particolare si è scelto di operare tramite il modello dei “Percorsi per Patologia”, strumento a valenza sia organizzativa sia metodologica sanitaria, con l’obiettivo di incrementare l’efficacia complessiva dell’organizzazione in risposta ai bisogni dei cittadini.
Con l’introduzione della metodologia dei Percorsi/Profili di Cura, in base alla patologia presunta e/o accertata è il percorso stesso, in base a dei protocolli condivisi, che suggerisce (ma non obbliga) e propone l’attività più idonea da sviluppare in quel determinato contesto (contatto) e in un quel determinato momento. Il tutto in un ambito condiviso dal personale medico, paramedico e dirigenziale della struttura che procede a convalidare linee guida per patologia e per contesto sanitario. 

Flow progettazione di un percorso di cura

 

 

L’evoluzione del concetto di assistenza sanitaria e gli indirizzi delle politiche relative al SSN negli ultimi anni hanno evidenziato due rilevanti temi: la centralità del paziente, quale oggetto di riferimento principale dell’azione sanitaria, e l’importanza del così detto ”governo clinico” o governo della pratica clinica.

Riconoscere la centralità del paziente, rispetto alle azioni degli operatori sanitari, significa spostare l’attenzione dalla singola prestazione alla catena di cura (contatti e prestazioni), che è attivata per risolvere l’episodio di malattia.

L’iter di cura di un paziente, in relazione alla patologia che manifesta, spesso non si esaurisce in un singolo episodio ospedaliero od una singola prestazione ambulatoriale, e non necessariamente il paziente esaurisce le sue esigenze in una struttura per acuti e potrebbe seguire, ad esempio, un percorso prevalentemente di tipo territoriale richiedendo l’integrazione e l’organizzazione di più soggetti (contatti).
L’analisi dei processi produttivi sanitari, che vedono la centralità del paziente e della patologia, deve necessariamente svolgersi in senso orizzontale, coinvolgendo l’insieme dei servizi e delle prestazioni riferiti ad una specifica domanda di salute, valutando i diversi erogatori coinvolti, i rapporti che sussistono tra questi e il loro grado di coordinamento. Con l’espressione di governo della pratica clinica si intende una rinnovata attenzione per come realmente sono assistiti i pazienti. Sottolineando sia l’importanza della dimensione prettamente clinica della attività dei servizi sia l’esigenza di monitoraggio, indirizzo e regolazione delle funzioni assistenziali.

Le diverse dimensioni appaiono evidenti anche attraverso gli obiettivi che istituzionalmente devono essere perseguiti nell’offerta di servizi sanitari:

  • l’efficacia intesa come capacità degli interventi sanitari di migliorare gli esiti clinici di una specifica condizione;
  • l’appropriatezza ovvero l’impiego di un intervento sanitario in pazienti che, in virtù delle loro specifiche caratteristiche cliniche, ne possano effettivamente trarre beneficio;
  • l’efficienza che prevede l’impiego di un intervento sanitario in condizioni organizzative che ne massimizzano il beneficio a parità di risorse o che minimizzano queste ultime a parità di beneficio clinico ottenibile.